Spedizioni a partire da 6.90€. Spedizioni GRATIS per ordini superiori a 69€

Apebox - l'aperitivo contadino

RSS
Apebox - l'aperitivo contadino

È finalmente arrivato l'Apebox di Agrigud che porta nelle vostre case i sapori del nostro territorio e della nostra tradizione enogastronomica. Ma che cos'è e come nasce l'aperitivo?

L'aperitivo è l'abitudine di consumare una bevanda in grado di stimolare l'appetito prima di cena, accompagnandola con stuzzichini e finger foods vari. La parola aperitivo è di origine latina, aperitivus, che significa appunto "che apre", ma l'origine dell'usanza è invece greca e risale al V secolo a.C. quando il famoso medico Ippocrate era solito somministrare una bevanda dal gusto piuttosto amaro ai pazienti che soffrivano di inappetenza. Si trattava di una bevanda a base di vino bianco, fiori di dittamo, assenzio e ruta che prese il nome di Vinum Ippocratum e che venne tramandata di secolo in secolo. Anche nelle domus dell'antica Roma vi era l'abitudine di anticipare i banchetti con bevande alcoliche e stuzzichini vari, ma a differenza degli usi curativi che ne facevano i greci, i romani lo consideravano un momento di grande convivialità e socialità.

L'usanza del vino curativo arrivò fino al Medioevo dove gli erboristi scoprirono che il senso della fame non veniva stimolato da quei particolari ingredienti, bensì dal sapore amaro della bevanda che è in grado di eccitare la mucosa orale - e non lo stomaco come si pensava fino a quel momento - provocando un aumento della secrezione salivare. 

Il vino da aperitivo venne via via aromatizzato dalle spezie importate dai mercati orientali e da aromi come noce moscata, garofano, cannella... fino a giungere nella Torino della fine del '700 dove questa bevanda smise di essere una cura e divenne un momento sociale e un'abitudine mondana.  Il merito fu di Antonio Benedetto Carpano che nella sua piccola bottega di liquori nel 1786 creò il Vermouth, un vino aromatizzato con foglie, fiori, frutti, radici e scorze di cannella, china e melograno.

Dopo qualche decennio il Vermouth raggiunse la corte di Vittorio Emanuele II che lo apprezzò così tanto da farlo diventare l'aperitivo ufficiale di corte contribuendo così alla sua diffusione nelle case di personaggi come Cavour, Garibaldi e Verdi che ne andavano pazzi.

La moda dell'aperitivo raggiunse anche la bottega milanese di Ausano Ramazzotti, un farmacista bolognese che nel 1815 studiò e realizzò il primo aperitivo a base non vinosa, l'Amaro Ramazzotti.  Questa nuova bevanda è ricavata dalla macerazione e infusione in alcol di 33 tipi di erbe, spezie e radici provenienti da tutto il mondo, ma la ricetta resta tuttora un segreto. Nel 1848 Ramazzotti aprì il suo bar nel centro di Milano dove iniziò a servire il suo amaro e a diffondere anche nella città meneghina il rito dell'aperitivo. 

Nel corso del 1800 tra le due città si diffusero altre bevande da aperitivo tra i quali il celebre Martini che nacque vicino a Torino da Alessandro Martini e Luigi Rossi. Milano invece vide nascere in Piazza Duomo il Bitter che venne ribattezzato poco dopo con Bitter Campari, dal nome del suo creatore Gaspare Campari.

Durante questi anni l'uso dell'aperitivo si è andato a inserire nel contesto del caffè ottocentesco che nelle grandi città era assiduamente frequentato da intellettuali, politici e artisti. Col tempo l'usanza dell'aperitivo al bar accompagnato da stuzzichini e olive si è radicata nello stile di vita degli italiani diffondendosi a macchia d'olio lungo tutto lo stivale e diventando negli anni '80 e '90 un vero e proprio rito.

Lo stile di vita frenetico degli ultimi decenni ha contribuito alla diffusione dell'happy hour tipicamente americano il quale, a differenza dell'aperitivo classico, è un vero e proprio sostituto della cena che permette di cenare in modo rapido ed economico.

La nostra proposta di aperitivo si basa sulla tradizione e sullo stile di vita italiano che aspira a godere dei piaceri della vita in tranquillità gustando i sapori genuini e autentici che solo il territorio italiano sa offrire.

Post Precedente

  • Ilaria Giovanzana